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Gli Smartphone del futuro

su cosa punteranno gli smartphone del futuro per convincere i consumatori all’upgrade?

Intelligenza artificiale, fotocamere sempre più sofisticate e display rivoluzionari: ecco alcune delle dotazioni sfoggiate dagli smartphone protagonisti del Mobile World Congress 2018. La battaglia si gioca tutta sull’esperienza d’uso e sull’innovazione, per offrire un valore aggiunto tangibile al consumatore.

 

 

Indietro non si torna: come rilevato da una ricerca realizzata da Gartner, il mercato degli smartphone ha registrato per la prima volta uno storico calo nelle vendite mondiali. Il quarto trimestre 2017 ha segnato infatti una flessione del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Tra le possibili cause, tempi di sostituzione più alti per i modelli di fascia alta, i cosiddetti feature phone con funzionalità avanzate – come la connettività 4G – e l’incertezza del consumatore circa i benefici derivanti dall’upgrade con i modelli di ultima generazione.

 

Il calo ha riguardato anche Samsung e Apple, leader nelle vendite a livello mondiale. In controtendenza, invece, i produttori cinesi Xiaomi e Huawei. Secondo il CEO di quest’ultima, il futuro degli smartphone assisterà a una contrazione del numero dei player con quattro grossi concorrenti – se non meno – destinati a spartirsi il mercato. Proprio l’ultimo trimestre del 2017 ha visto Huawei conquistare un market share del 10%, la soglia fatidica per restare in gioco secondo l’amministratore delegato Richard Yu, pronto a scommettere sulla leadership assoluta nel giro di pochi anni.

 

L’ecosistema smartphone: accessori, servizi e Iot

Il mercato degli smartphone è saturo? Di certo, un problema di omologazione esiste e distinguere tra gli ultimi device in commercio, valutando i benefici incrementali introdotti dai nuovi modelli, non è sempre facile. Alimentare l’entusiasmo del pubblico con nuove features sta diventando una sfida sempre più dura.

 

Cresce così l’attenzione rivolta ai servizi aggiuntivi e agli accessori, come nel caso degli smart speaker e dei dispositivi di realtà virtuale. Gli smartphone continuano ad espandere il proprio ecosistema tecnologico, interfacciandosi con un numero crescente di dispositivi in grado di aumentarne il potere di penetrazione sul mercato.

 

Un dato interessante: secondo un report firmato da Chetan Sharma Consulting, negli Usa le auto avrebbero superato gli smartphone quale driver di crescita per le connessioni wireless nel corso del 2017. Allargando il ragionamento dalle connected cars ai dispositivi connessi in generale, i margini di crescita sono ampi. Per quanto riguarda il segmento specifico degli smartphone, una spinta significativa potrebbe venire in futuro dalle connessioni superveloci.  Ma quanto è vicino l’avvento del 5G e quali sono le aspettative in questo senso?

 

A vincere saranno le novità ‘esterne’: connessioni 5G e Internet of Things

La prospettiva della città connessa servita dal 5G, popolata di auto e dispositivi intelligenti perfettamente interconnessi fra loro, è vicina, ma non esattamente dietro l’angolo.

 

Secondo le previsioni della GSMA presentate in occasione del Mobile World Congress di Barcellona, la rete 4G si espanderà nei prossimi anni fino a superare il 50% delle connessioni mobili entro il 2025. Gli standard 4G sono destinati a dominare il futuro prossimo, ma nel frattempo si lavora ai primi accordi per le reti 5G.

 

A Barcellona, ad esempio, Huawei ha annunciato il lancio del primo smartphone 5G nel 2019. Per sfruttare le potenzialità delle reti di nuova generazione i produttori concentrano i propri sforzi sullo sviluppo dei dispositivi IoT. La stessa Huawei si prepara, non a caso, al lancio di device per le auto connesse e per la smart home.

 

Stando al report, sempre nel 2025 le connessioni 5G potrebbero interessare circa il 14% delle connessioni wireless nel loro complesso. A segnare le migliori performance saranno, nei prossimi anni, le connessioni IoT che potrebbero passare dai 7,5 miliardi di fine 2017 a 25,1 miliardi di connessioni.

Fonte: ADJournal

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