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Novità in arrivo sui Droni

Droni, l’Italia accelera per adeguarsi al regolamento EASA

Anche l’Italia è ormai al giro di boa per l’adeguamento alla nuova normativa per l’utilizzo dei droni sul territorio nazionale. Misura che sarà obbligatoria, secondo le direttive europee in termini di sicurezza e di tutela della privacy, e che manderà in pensione la vecchia normativa vigente dell’ENAC che per 4 anni hanno regolamentato nel nostro Paese l’uso dei droni.

 

Nel primo trimestre del 2018 entrerà in vigore il regolamento comunitario. Gli Stati membri dovranno uniformarsi al regolamento EASA (Agenzia Europea per l’Aviazione Civile) tra il 2020 ed il 2022, anche se non è escluso che gli enti nazionali dei singoli Stati (come appunto l’italiana ENAC) possano adeguarsi prima a tale normativa.

 

Regolamento EASA, cosa cambia?

Cosa prevede il regolamento EASA? Il 5 maggio 2017 l’agenzia europea ha pubblicato la NPA (Notice of Proposed Amendment) che fornisce maggiori dettagli sul quadro normativo europeo relativo agli aeromobili a pilotaggio remoto e che, in primis, prevede la registrazione obbligatoria per tutti i droni, anche per quelli fino a 250 grammi, se equipaggiati con una telecamera sopra i 5 MPx o di microfono.

 

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Per fare chiarezza sulla registrazione obbligatoria (che potrà riguardare solo il drone, solo l’operatore o entrambi) viene fatta distinzione in base a specifiche 3 categorie con classi di appartenenza definite. Tali cambiamenti regolamentari devono rispondere alle esigenze di safety, security ed evoluzione tecnologica.

 

Le 3 categorie per l’utilizzo dei droni

La Categoria A1, che prevede il volo sopra le persone, obbliga alla registrazione anche i droni da 250g se dotati di telecamera o microfono, ma non prevede attestati o incombenze per il pilota dei droni fino a 250grammi, che dovrà soltanto leggere un volantino di avvertenze che i produttori rilasceranno con la vendita del mezzo. Potrà condurre il drone anche sopra le persone purché non siano assembrate con un’altezza massima raggiungibile di 50 metri. Volo su persone non assembrate anche per i droni fino a 900 grammi ma il pilota dovrà seguire un corso online e superare un test finale sempre online. L’altezza massima raggiungibile per i droni da 900g sarà di 120 metri. I droni da 250g se dotati di telecamera >5Mpx o di microfono per captare l’audio dovranno essere registrati. Invece, registrazione solo per l’operatore nel caso di drone da 900g. L’ A1, oltre ad essere l’unica categoria che permette il volo su persone, è anche quella che non richiede attestati per il pilota a parte il training online.

La Categoria A2 prevede il volo vicino alle persone con droni da 900 grammi a 4 kg e attestato per il pilota: consente dunque di utilizzare droni da 900 grammi a 4 kg e permette di avvicinarsi fino a 20 metri di distanza dalle persone. Richiede l’attestato per il pilota da conseguire in un centro di addestramento previo superamento esame teorico e pratico. Altezza massima 120 metri. Queste operazioni assomigliano molto alle nostre operazioni critiche in scenario standard.

La Categoria A3 (volo lontano dalle persone con droni fino a 25 kg – solo training online per il pilota – possibilità di autocostruzione – Aeromodellismo) prevede che il pilota dovrà seguire un training online con test finale. L’altezza di volo massima prevista è di 120 metri e i voli dovranno essere condotti in un’area in cui ragionevolmente si stima che non vi siano persone non coinvolte nelle operazioni. Inoltre, i voli dovranno svolgersi a distanza di sicurezza da aree congestionate e aeroporti. La categoria A3 è stata pensata anche per chi intende usare i droni come aeromodelli, e gli aeromodelli “tradizionali”, fuori dai campi volo designati e dai club aeromodellistici. Sarà compito dell’aeromodellista selezionare una zona remota appropriata.

Regolamento europeo, l’Enac accelera i tempi

Per anticipare i tempi ed essere in linea con il regolamento EASA, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha annunciato, nel dicembre del 2017, che quest’anno muoverà i primi passi per rendere note le mappe sulle NO FLY ZONE temporanee che possono essere attivate dalla Pubblica Sicurezza,  e per implementare l’ E-Tracking, l’identificazione elettronica del drone in volo, che dovrà inviare continuamente il proprio codice identificativo nella porzione di spazio occupato. Le prime novità dovrebbero essere introdotte entro luglio 2018.

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