Pochi secondi di attesa e accederai al tuo pannello

Caricamento in corso...

chiudi banner
chiudi

Internet of Things per la Smart Home

Internet of Things per la Smart Home: un mercato ricco di sfide

Quanto vale la domotica in Italia, quali sono le prospettive dalla Smart Home e il rapporto del consumatore con la galassia degli oggetti connessi?

 

A fare il punto della situazione è stata la Ricerca Smart Home 2017-2018 condotta dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, che ha rilevato luci e ombre di un settore promettente ma non ancora maturo.

 

 

Una maggiore integrazione dei dispositivi, sul fronte tecnico, e la capacità di comunicare i benefici derivanti dalla condivisione dei dati, sono i must per aumentarne le potenzialità e la fiducia del consumatore.

 

Nell’anno trascorso, il mercato dell’Internet of Things per la Smart Home ha mostrato un tasso di crescita del 35% rispetto al 2016 con un giro d’affari stimato in 250 milioni di euro.

 

Il settore ha premiato soprattutto i dispositivi Iot per la sicurezza: videocamere di sorveglianza, videocitofoni, sensori, serrature e applicazioni finalizzate a rilevare e segnalare i tentativi di intrusione.

 

Al secondo posto si collocano le applicazioni legate alla gestione del riscaldamento e risparmio energetico, in primis caldaie e termostati. Seguono gli elettrodomestici intelligenti, in particolare le lavatrici connesse gestibili tramite app o comandi vocali. La situazione italiana, del resto, è molto diversa dagli Usa dove la diffusione degli smart speaker è ormai consolidata in uno scenario dominato da Amazon Echo (55%) e Google Home (45%).

 

I dubbi del consumatore: privacy, sicurezza e facilità di installazione

Con ritmi e modalità diverse, le soluzioni Iot si diffondono anche nelle nostre case: secondo la ricerca, il possesso di uno o più oggetti connessi riguarderebbe il 38% degli italiani.

 

La nostra relazione con i prodotti smart, però, ha ampi margini di miglioramento. A frenare l’acquisto contribuiscono diversi fattori. Anzitutto, la preoccupazione per i rischi legati alla privacy. La ricerca rileva, non a caso, come il 51% dei consumatori sia poco propenso a condividere le proprie informazioni personali.

 

Cresce, in generale, la consapevolezza dei rischi legati alla sicurezza e all’eventualità di un uso improprio dei dati, estraneo alle finalità di utilizzo dichiarate. A scoraggiare l’acquirente c’è anche la prospettiva di subire cyber attacchi.

 

Un’ulteriore difficoltà riguarda poi le modalità di installazione dei dispositivi: sulla carta, quest’ultima dovrebbe essere svolta in autonomia nel 73% dei casi, ma alla prova dei fatti domina il ricorso agli installatori specializzati, con relativi costi extra.

 

Gli obiettivi: maggiore integrazione e funzioni avanzate

Dal punto di vista tecnico, un’importante limitazione riguarda l’eterogeneità dei protocolli di comunicazione e la scarsa offerta di soluzioni interoperabili.

 

L’esperienza d’uso risulta, in altre parole, ancora poco integrata, anche se le interfacce di gestione sono e saranno più versatili: display touch, smartphone, riconoscimento vocale e, in prospettiva, soluzioni “context aware” per personalizzare le opzioni di configurazione.

 

Lo sviluppo dei servizi cloud e di un set di funzionalità più ampio – accanto a quelle ‘base’ come l’invio di notifiche push – rivestono un ruolo cruciale.

 

La parte del leone sarà giocata dall’intelligenza artificiale e dall’elaborazione di algoritmi avanzati, in grado di semplificare la gestione dei prodotti e dei servizi proposti da aziende diverse.

 

Quanto ai canali di vendita, infine, a dominare è la filiera tradizionale (70% del mercato), con la restante quota presidiata dagli eRetiler, i retailer multicanale, assicurazioni, telco e utility.

 

Per entrare davvero nel cuore degli italiani, la Smart Home dovrà imparare a comunicarsi in modo più efficace: anzitutto, migliorando la percezione dei vantaggi offerti da un determinato prodotto (ad esempio, la possibilità di accedere a servizi di pronto intervento in caso di guasti o di intrusioni domestiche).

 

Non secondariamente, dovrà offrire rassicurazioni credibili al consumatore circa i problemi di privacy e sicurezza e ammorbidire le sue resistenze in tal senso.

« torna all'elenco