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Il dealer è fondamentale per portare la tecnologia nelle scuole

Abbiamo visto come la scuola si sta preparando a un futuro inevitabilmente sempre più tecnologico...

Focelda: «Il dealer è fondamentale per portare la tecnologia nelle scuole»

Abbiamo visto come la scuola si sta preparando a un futuro inevitabilmente sempre più tecnologico, e abbiamo passato in rassegna alcuni dei prodotti che Canon mette a disposizione di distributori e scuole per essere al passo con questo cambiamento. Adesso passiamo la parola proprio ai distributori, e in particolare a Focelda per farci raccontare come, nel concreto, si agganciano le scuole al traino dell’evoluzione che la tecnologia porta nella didattica. Ad aiutarci a capirlo è Annamaria Fontana, che di Focelda cura il marketing.

Perché Focelda ha deciso di puntare sulle scuole?
Noi crediamo che il ruolo del distributore sia di anticipare i trend del mercato e di selezionare nuove tecnologie e fornitori a beneficio dei dealer, sia in Italia sia all’estero. In altre parole, che il ruolo del distributore sia quello di fare da filtro per rendere più efficace l’incontro tra questi soggetti. Una parte importante di questo ruolo consiste nell’organizzare una formazione dedicata, fatta di fiere, incontri, eventi specifici, demo all’interno dei Cash&Carry. Lo scopo è far sì che i dealer, vedendo in funzione i prodotti, possano poi spiegarli ai clienti finali, che in questo caso sono le scuole. Va detto che si tratta di un settore particolare, ed è importante supportare i clienti nel preparare progetti a esso destinati.

 


Scuola, un settore da seguire con attenzione. Ecco perché:


1.
 Gli istituti spesso non conoscono e non capiscono le potenzialità che possono esprimere.

2. Il ruolo del dealer è centrale per aiutare le scuole a raggiungere una maggior consapevolezza.

3. L’Italia è indietro in questo settore: bisogna investire per stare al passo con il resto d’Europa.

Perché si tratta di un settore particolare? 
Perché le scuole sono a digiuno di informazioni sull’offerta che le mette in condizioni di essere al passo con la tecnologia. Purtroppo molti istituti non sanno come investire i fondi pubblici, e quindi hanno bisogno di un necessario e costante supporto per capire quali potenzialità hanno tra le mani e come allocare queste risorse secondo una visione precisa. È per questo che ai nostri eventi abbiamo invitato le scuole, ma attraverso i dealer. Il ruolo di questi ultimi è centrale: deve aiutare gli istituti ad analizzare le proprie necessità e quelle degli studenti, deve aiutarli a capire quale tecnologia sia più congeniale in base anche alla natura della scuola stessa: un istituto a base scientifico avrà urgenze diverse da uno a base artistica. Un dealer fa anche il sopralluogo per fornire gli strumenti adatti agli spazi scolastici. Si tratta ovviamente di soggetti non improvvisati, che da tempo lavorano in questo settore specifico.

Oltre al ruolo di filtro, di cui ci ha detto prima, cosa potete fare in più come distributori?
Noi possiamo essere un ponte di unione tra i due poli. Faccio un esempio pratico. È difficile che un dealer abbia tutte le macchine da mostrare a una scuola: noi allora interveniamo allestendo uno show room per far visualizzare l’intera offerta. Conoscere nel dettaglio è importante: spesso una scuola non coglie la differenza tra una Lim e un monitor interattivo multitouch.

Come hanno reagito i vendor a questo vostro intervento?
In modo molto positivo. Hanno colto lo spunto, l’importanza dell’occasione. Nei nostri eventi c’erano sale demo e altri momenti in cui si è potuto spiegare con efficacia il funzionamento dei prodotti e della tecnologia a tutti.

Alla luce di tutto questo, come vede la strada per il futuro?
Non possiamo nascondere che in Italia siamo indietro, e non poco, rispetto al resto d’Europa. Vanno fatti investimenti per portarci al passo degli altri. Ciò è fondamentale anche per affrontare panorami che un tempo erano il futuro, ma che stanno sempre diventando più attuali: penso alla robotica e all’intelligenza artificiale. La scuola che nell’arco di tre anni ha installato 5 Lim mostra di essere aggiornata e di non temere la tecnologia. Ma di sicuro non ha risolto la trasformazione che è in corso nel settore educational in questi anni, e che mette lo studente al centro di tutto. Ai nostri tempi si dipendeva dal docente; oggi gli attori del processo di apprendimento sono invece gli studenti: svolgono il progetto, programmano i robot, creano contenuti. E li condividono. Questo è lo scenario di fronte al quale dobbiamo farci trovare preparati.

 
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