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Sicurezza, la parola d’ordine è l’integrazione

Prendi un sistema d’allarme e integralo con il sistema di videosorveglianza...

Prendi un sistema d’allarme e integralo con il sistema di videosorveglianza. Quello che ne risulta non è una somma ma una moltiplicazione in materia di sicurezza e di controllo generale degli accessi e delle aree reputate da monitorare.
A volte può anche portare a un significativo risparmio perché si fa perno su una sola centrale e su telecamere integrate con sensori, con un abbattimento dei costi complessivi dell’impianto.

 

Cosa si intende per integrazione

Integrare i vari sistemi significa permettersi una gestione coordinata dei sistemi di sicurezza.

La messa in funzione in parallelo di videosorveglianza, controllo accessi e anti intrusione garantisce che l’evento segnalato da una delle centrali di sicurezza sia correttamente interpretato e riduca il numero dei “falsi” positivi.

Gli elementi essenziali

Per poter procedere all’integrazione, è fondamentale avere a disposizione un software che garantisca il lavoro in parallelo tra i sistemi. Come è intuibile, sarebbe sostanzialmente inutile installare componenti che non fossero in grado di comunicare tra di loro!

L’associazione logica tra apparati, invece, se inseriti all’interno di un protocollo di comunicazione delle centrali antifurto e delle telecamere IP – che devono essere tra loro compatibili – permettono a una centrale operativa unica di ricevere la segnalazione e analizzarla per definirne la veridicità.

Fratelli diversi

sistemi di videosorveglianza trasmettono le proprie immagini utilizzando cavi di tipo coassiale oppure attraverso connessione IP.
sistemi di allarme, al contrario, preferiscono far viaggiare le proprie informazioni con connessioni via filo o wireless.

Altro elemento di differenziazione riguarda la tipologia con cui è possibile attivare i due sistemi e reinviare le informazioni: se la videosorveglianza genera e registra immagini, un sistema di allarme fa partire la sirena e provvede a inviare telefonate e sms.

Un cervello super partes

Il dialogo, in un sistema composito come quello che integra differenti strumenti per la sicurezza, è di fondamentale importanza. Per questo un aiuto fondamentale arriva dalla tecnologia avanzata e, nello specifico, dalla domotica.

Videocitofonia, videosorveglianza, antintrusione e controllo accessi possono essere monitorati e gestiti nelle loro diverse funzioni e garantendo ai singoli ambienti – domestici come di lavoro – il rispetto delle peculiari caratteristiche.

La domotica, quindi, diventa il cervello dell’integrazione e permette, per fare un esempio, il controllo delle videocamere per visionare all’interno dell’ambiente cosa sta accadendo tramite smartphone o tablet, aggiungendo l’elemento della mobilità al sistema integrato e moltiplicando le possibilità di verificare in tempi ristretti eventuali tentativi di intrusione o situazioni potenzialmente pericolose (come porte o finestre lasciate aperte).

La domotica, inoltre, è solitamente programmata attraverso il concetto di “scenario”: una modalità per personalizzare le soluzioni di controllo e di attivare specifiche funzionalità a seconda delle esigenze di sicurezza richieste dall’ambiente che si vuole proteggere.

Interazione

La videosorveglianza, se integrata in un impianto domotico, è in altre parole interattiva con tutti gli altri sistemi tecnologici connessi con l’impianto stesso. Il sistema intelligente controllato grazie alla domotica, quindi, permette l’utilizzo delle telecamere come parte di un sistema più complesso in grado di risolvere esigenze differenti rispetto alla loro missione originaria.

Tanto più se la sicurezza passa per il wireless: la procedura d’installazione accantona tracce e collegamenti alla rete elettrica e acquisisce le potenzialità del cloud e delle applicazioni web e mobile.
Sul mercato si trovano i NVR ovvero Network Video Recorder che registrano e archiviano su hard disk le riprese effettuate e inviano tutto tramite internet; se integrate con sensori di movimento registrano eventuali intrusi e sono in grado di inviare allarmi.

Un sistema d’allarme va così oltre la sicurezza in senso stretto e supera l’idea di una gestione singola degli strumenti: non si verificano più gli allarmi ma si interagisce con i sistemi.

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