Pochi secondi di attesa e accederai al tuo pannello

Caricamento in corso...

chiudi

Inquinamento indoor, ecco tutti i rischi e come evitarli

Il pericolo che corriamo è impercettibile ed è più vicino di quanto possiamo immaginare. Tra le quattro mura, dove ogni cittadino italiano trascorre mediamente tra l’84% ed il 93% del suo tempo....

Dal magazini ADJ:

http://adj.it/adjournal/inquinamento-indoor-ecco-tutti-i-rischi-e-come-evitarli/

Il pericolo che corriamo è impercettibile ed è più vicino di quanto possiamo immaginare. Tra le quattro mura, dove ogni cittadino italiano trascorre mediamente tra l’84% ed il 93% del suo tempo, si annidano agenti inquinanti più subdoli e talvolta più aggressivi di quelli che generalmente provengono dall’esterno. Composti chimici (e non solo) che condizionano l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo ci stanno avvelenando un po’ per volta: vernici, truciolato dei mobili, toner di stampanti e fotocopiatrici, ma anche deodoranti, di bastoncini di incenso, di candele profumate, di prodotti per la pulizia in dosaggi eccessivi, sono nella black list stilata dagli organi di controllo per la salute pubblica.

I dati dell’ISS

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, che ha snocciolato i dati statisticisul numero di italiani che rischiano di finire di diventare vittime del cosiddetto inquinamento indoor, tutti gli ambienti chiusi, dagli uffici alle scuole, passando per i luoghi di svago e le civili abitazioni, sono potenzialmente a rischio. E il più delle volte, ad accentuare la pericolosità è il comportamento sbagliato che assumiamo nei luoghi chiusi.

Donne, uomini e bambini che inalano, attraverso il proprio apparato respiratorio, i più svariati contaminanti aerodispersi all’interno delle quattro mura: nella classifica degli inquinanti più pericolosi stilata dall’ISS troviamo prodotti della combustioneagenti biologici/bioaerosol (virus, batteri, funghi, prodotti di animali domestici, ecc.), Composti Organici Volatili (COV), radon (e suoi prodotti di decadimento) e monossido di carbonio.

“Un problema di sanità pubblica”

Nel primo rapporto Istisan sulle Problematiche relative all’inquinamento indoor, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità scrivono“Le esposizioni sono di gran lunga maggiori di quelle outdoor, principalmente perché la quantità di tempo trascorso dalle persone all’interno degli edifici, rispetto a quello trascorso all’esterno, è di un ordine di grandezza maggiore. Non vi è dubbio che l’inquinamento indoor deve essere considerato un vero problema di sanità pubblica nel nostro Paese, in quanto determina un impatto sulla popolazione in termini non solo di effetti sanitari, costi diretti per l’assistenza medica, ma di ordine economico generale”.

Inquinamento indoor, le sostanze nemiche

Quali sono le sostanze nocive che possono alterare la qualità dell’aria indoor? Agenti chimici, fisici e biologici che provengono in parte dall’esterno (inquinamento atmosferico outdoor, pollini), anche se molti altri – più preoccupanti poiché spesso sottovalutati – sono prodotti da fonti interne. Gli studi effettuati nell’ultimo decennio a livello europeo negli ambienti chiusi, hanno rivelato un’alta presenza di inquinanti formaldeide, (HCHO), CO, NO2benzene e naftalene, mentre quelli con bassa priorità erano acetaldeide, toluene, xileni e stirene.

Altre potenziali fonti indoor di inquinamento sono i prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa, i prodotti antiparassitari e l’uso di colle, adesivi, solventi etc. Inoltre possono determinare una emissione importante di sostanze inquinanti l’utilizzo di strumenti di lavoro quali stampanti, plotter e fotocopiatrici e prodotti per l’hobbistica (es. colle).

Ci sono le cattive abitudini, quindi, alla base degli inquinamenti indoor più frequenti. I comportamenti sbagliati degli occupanti contribuiscono a inquinare l’aria degli ambienti chiusi, e tra i più comuni spiccano il fumo di tabacco passivo (ETS), oltre ai processi di combustione di petrolio, gas, cherosene, carbone e legno, e di smaltimento dei rifiuti speciali, in casa ed in ambito lavorativo.

Per questo motivo l’Istituto Superiore della Sanità ha redatto un opuscolo dal nome “L’aria della nostra casa, come migliorarla?” in cui vengono indicate poche, semplici regole che possono migliorare la qualità dell’aria degli ambienti in cui viviamo. Tra le buone abitudini cui attenersi in ufficio per rispettare l’ambiente, ed evitare fonti di inquinamento indoor, ad esempio, vi sono senza dubbio la raccolta differenziata (con la suddivisione dei rifiuti in plastica, carta e indifferenziati), il trattamento dei rifiuti speciali e dei residui di stampa ed una particolare attenzione alla fuoriuscita di liquidi dalla stampante.

UNA SOLUZIONE SEMPLICE ED EFFICACE

Una particolare categoria di inquinanti indoor annoverata è appunto quella dei rifiuti speciali d’ufficio: i toner, in primis, sono ritenuti tra quelli più pericolosi ed in Italia vengono utilizzate circa 7 milioni di cartucce ogni anno. Meritano dunque un’attenzione particolare anche in base a quanto previsto dal Testo Unico Ambientale, che li classifica in nocivi e non nocivi per la salute ed, in base a tale valutazione, obbliga tutte le aziende ad attenersi al sistema di raccolta e di trattamento dei toner esausti previsto dalla normativa.  Secondo questo decreto legislativo dell’aprile del 2006, infatti, i toner vanno smaltiti in isole ecologiche allestite dai Comuni (quelli dove generalmente avviene anche il riciclo dei rifiuti ingombranti) in Centri Ecostore presenti all’interno di negozi specializzati che consentono di consegnare le vecchie cartucce per acquistarne delle nuove (in Italia questi centri sono circa 300), ed in contenitori specifici che spesso vengono allocati all’interno di edifici pubblici quali palazzi istituzionali in cui operano quotidianamente le amministrazioni locali. Per le aziende private negli ultimi tempi si fanno strada soluzioni semplici ed affidabili, come ad esempio la raccolta capillare delle ecobox che possono essere utilizzate sia negli ambienti domestici che negli ambienti di lavoro: in Italia l’azienda ADJ offre un sistema di smaltimento a livello nazionale che prevede la raccolta dei contenitori, gli ADJEcobox, grazie alla richiesta di ritiro online. Dopo la segnalazione via web viene attivata la procedura per il ritiro dei toner esausti, che viene concordata con gli operatori in un periodo che non supera i 10-12 giorni lavorativi. Un sistema comodo e garantito dall’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, nel pieno rispetto dell’ambiente: in questo modo le aziende potranno dormire sonni tranquilli e scongiurare di finire per essere sanzionate con multe salatissime.

« torna all'elenco